In bici dal Piave ai Sibillini: giorno 15

5 Agosto 2017: L’arrivo a Visso

Dei bellissimi gattini ci danno il buongiorno in questo quindicesimo giorno del nostro viaggio in bici dal Piave ai Sibillini.
Dopo una bella colazione, ci dirigiamo in bici verso Camerino lasciando carretto e borsoni dove abbiamo dormito. Eravamo curiosi di vedere questo paese di cui ci aveva molto parlato la mamma di Mario la sera prima, anche se siamo riusciti a vedere solo la periferia essendo il centro storico ancora interamente zona rossa.

Scambiamo le ultime parole con Mario per poi ripartire verso Visso. In realtà ci fermiamo poco dopo in un bar lungo la strada a Pieve Torina, un po’ per il caldo di mezzogiorno e un po’ perché non vogliamo realizzare che il nostro viaggio è quasi finito, un po’ perchè le bellissime tartarughe fuori dal bar ci hanno incuriosito.

Fermarsi in questo bar si è rivelata un’altra ottima scelta: passiamo tutto il pomeriggio a parlare con la titolare e con moltissime persone del posto. Si percepisce la stanchezza delle continue scosse che tutt’ora non si fermano. “Non vuole abbandonarci” dicono rivolti alla terra che continua a farli tremare.
La titolare ci racconta che il bar in cui ci troviamo è stato ricostruito 15 giorni dopo il terremoto con un prefabbricato di legno, senza nessun aiuto economico. Infatti, tenere aperte queste attività è fondamentale per mantenere dei luoghi di ritrovo per chi non se ne è mai andato.

Un signore difatti ci dice che “vedere il paese la sera senza nessuna finestra illuminata mette tristezza!”. Se ne erano andati tutti, o quasi. E vedere il luogo in cui sei nato e cresciuto ridotto così sicuramente non è facile: si perdono i punti di riferimento, i ricordi del passato non sono più riconducibili a nessun luogo.
Lui vive ora in un garage in cemento armato, che ha retto bene alla scossa. Dopo il 26 Ottobre 2016 si è dato da fare trasformandolo in un monolocale.
Questa esperienza lo ha costretto a tornare semplice, vivendo con l’essenziale, eliminando tutto il superfluo a cui era abituato.
In questo clima di semplicità, di condivisione, stiamo trovando tutte persone estremamente aperte, disponibili, gentili. Il paragone con le persone che abbiamo trovato nel caos delle città in cui la nostra presenza in bici dava fastidio fa impressione.
Davvero bisogna perdere tutto per capire quali sono le cose davvero importanti?
Alle 16:00 ripartiamo per l’ultima salita e, dopo 763 km e 15 giorni di viaggio, arriviamo a Visso!

Il primo impatto con questo paese di cui abbiamo sentito parlare molto è sconvolgente. Ora capiamo perché molte persone dei paesi vicini che abbiamo incontrato negli ultimi due giorni ancora non hanno trovato il coraggio di salire a vedere Visso.
E’ distrutto. Sembra bombardato.

Andiamo verso il campo sportivo dove ci sono le roulotte dei pochi che sono sempre rimasti qui a vivere e passiamo poi la serata con loro. Simpaticissimi e accoglienti ci raccontano storie e la storia di Visso. Ci lasciamo andare con loro bevendo buon vino e sdrammatizzando la situazione difficile con molte risate.

Condividi :

Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su facebook

Canale Youtube

Hai già visto gli ultimi video sul nostro canale? Iscriviti per restare sempre aggiornato. Presto arriveranno altre avventure!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More Adventures

Il flusso

Liberare la mente da ogni cosa. Lottare intensamente per raggiungere l’unica cosa veramente importante nella vita: la felicità.  Senza dubbio questo è il più nobile

Sono davvero felice?

Sono davvero felice? Questa è una domanda che mi sono posto spesso e, forse anche a causa degli anni che piano piano avanzano, ora la risposta mi sembra sempre più chiara. Certo, spaventa molto fare il grande passo per uscire dal recinto in cui abbiamo sempre vissuto.